Quest’anno si dice che il festival di Berlino ritorna alle sue radici politiche. I Rolling Stones dello scorso anno hanno lasciato la scena alle battaglie contro le banche corrotte e il capitalismo avido e devastante. François Ozon non entra in questa tendenza o almeno non completamente: il suo film prende le mosse da una fabbrica francese dove Kathie (Alexandra Lamy) ragazza madre, s’innamora di Paco (Sergi López), un lavoratore spagnolo appena arrivato. È amore a prima vista che da subito i suoi frutti: Ricky.

(Photo: Tau MH)(Photo: Tau MH)

Non è facile vivere con un angelo

Non è però facile vivere insieme per i membri della nuova famiglia: Ricky è un bambino, diciamo, straordinario. Ha le ali di un angelo! Dopo aver svelato questo fatto fuori del comune Ozon cambia completamente lo stile della narrazione: dal dramma alla commedia, dal film fantastico al film assurdo. Il regista delude tutte le aspettative degli spettatori. È grazie alla sorprendente Alexandra Lamy, finora conosciuta per commedie leggera, che questa mescolanza avventurosa funziona.

Il trailer di Ricky

Fino alla fine François Ozon non era sicuro del successo di questo progetto: «L’idea mi è venuta leggendo un racconto di Rose Tremain. Il mio primo pensiero? Che fosse più adatto ai fratelli Dardenne o a un film Disney», ammette il regista con un sorriso. Quando il regista parla dei personaggi del film, dei mondi onirici e delle ali di Ricky – che per rappresentano la capacità di fuggire dalla realtà – evoca Luis Buñuel: «Sogni cinematografici che sembrano reali e realtà che sembra una finzione». E questa è anche una splendida descrizione per il lavoro di Ozon: una storia poetica che sposa la critica sociale. O altrimenti: Ozon ci fa vedere un cavallo che diventa un unicorno.

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