Le alternative alla famosa crêpe Suzette (che si fa rinvenire nel burro fuso mescolato a zucchero, Grand Marnier, arancia e limone) di sicuro non mancano in Europa: “pancakes” britannici, “nalesniki” polacchi, “soca” di farina di ceci all’italiana, “Kaiserschmarrn” viennesi, “clatita” dei Carpazi, “Pfannkuchen” teutonici e “blinis” molto russi, “Pandekager” alla Carlsberg o “Palacsinta” magiari… Una moltitudine di ricette, ma due punti in comune : il lievito per la leggerezza e la farina per la consistenza. D’altronde è la farina che dona tutto il suo senso alla serata “crêpe” della Candelora (Festa Candelarum, il 2 febbraio) : in origine, questo era il simbolo della ruota solare, e mangiarlo 40 giorni dopo Natale era un dono alle divinità celtiche che proteggono il raccolto di grano. La Chiesa cattolica l’ha poi fatto diventare la “Festa della presentazione del Signore”.

Ma l’originale non era bretone?

(Disegno : Monia)(Disegno : Monia)In generale, gli europei scelgono una farina di frumento che permette la realizzazione delle Crêpe dolci. Ma altre farine possono far parte della composizione dei differenti tipi di crêpe: ceci in Italia, saraceno in Francia, mais per alleggerire la pasta… Altra tecnica: il lievito contenuto nella birra. I suoi piccoli batteri consumano lo zucchero della preparazione e producono del biossido di carbonio che gli dà leggerezza. Per questo è importante non essere troppo golosi e lasciar la pasta riposare per un po’. Più la batterete, più bisognerà lasciarla riposare. Altrimenti è meglio usare del latte tiepido: aiuterà la lievitazione e non bisognerà aspettare troppo. Da una crêpe all’altra, quello che cambia in Europa, è anche il diametro (da quindici a venti centimetri per le crêpe polacche, da dieci a quindici centimetri per i pancakes e i blinis) e il loro spessore, da qualche millimetro (crêpe sottilissime in Bretagna) a due buoni centimetri (dolci alle uova in Germania). Il clafoutis, che altro non è che una grossa crêpe alla frutta, è anche chiamato “batter” in Inghilterra, quando in Romania la “clatita” costituisce il dolce più comunemente proposto nei ristoranti.

Ecco la ricetta della crêpe versione francese:

Ricetta per sei golosi:(travelingmcmahans/flickr)(travelingmcmahans/flickr)
250 grammi di farina di frumento
mezzo litro di latte
Tre uova
un pizzico di sale ed un po’ d’olio

Mescolare il tutto con forza in una terrina grande. Aggiungere un pochino di birra chiara e fresca. Lasciare riposare il tempo che serve. Se non avete la piastra andrà bene una padella, a condizione di oliarla bene con un tovagliolo imbevuto d’olio di colza, per esempio. Per gli amatori illuminati, l’uso della crêpière è raccomandato poiché questa padella dai bordi più bassi e più leggera permette di far saltare le crêpe con più facilità. Per i puristi, non possiamo che raccomandare l’utilizzo di una magnifica “Krampouz”, certificata bretone 100 % puro saraceno, con il suo sistema brevettato di spargimento uniforme della pasta sulla piastra bollente. E buon appetito!