L’organizzazione con finalità sociali Aktion Sühnezeichen Friedensdienste (“Segni di espiazione – Servizi per la pace”) è stata fondata a Berlino nel 1959. L’associazione si è posta come obiettivo lo sviluppo di attività di “riconciliazione” nei Paesi vittime del nazionalsocialismo. Nei numerosi progetti a breve, medio e a lungo termine organizzati dai volontari di Asf vengono coinvolte ogni anno 500 persone in undici Paesi in Europa, Israele e negli Usa. Le testimonianze.

Arkadi: Minsk andata e ritorno

«Tanti anni fa, quando frequentavo ancora la scuola mi resi conto che dovevo prendere una decisione sulla persona che volevo essere. Dovevo dare una svolta alla mia vita e iniziare in qualche modo la mia emancipazione. Come? Mio fratello aveva già scioccato i nostri genitori, decidendo di arruolarsi nell’esercito. Per me la cosa era fuori discussione e non volevo diventare “né nazista né tossicomane”. Mi rimaneva quindi soltanto la fuga in un Paese straniero: la Russia! In un battibaleno, venni a sapere dell’esistenza di organizzazioni che offrivano la possibilità di svolgere il servizio civile in un Paese di lingua russa e così approdai presso Aktion Sühnezeichen Friedensdienste. Dietro un’impronta fortemente religiosa si celava di fatto un’organizzazione accogliente, che metteva a disposizione dei posti anche presso una casa di ricovero per disabili in Bielorussia. L’ultima dittatura dell’Europa era più scioccante della Russia dell’ineccepibile democratico Putin. Minsk andata e ritorno!». Questa è la testimonianza di Arkadi, partito per prestare servizio come volontario per Aktion Sühnezeichen Friedensdienste. Il giovane ha passato un anno straordinario in Bielorussia lavorando con i sopravvissuti del ghetto di Minsk, con i malati di leucemia e bambini. Ha imparato il russo e fatto importanti amicizie con gli abitanti.

(www.asf-ev.de)(www.asf-ev.de)

Johannes: in Polonia con gli ex deportati

«Volevo conoscere le persone che stanno dietro i numeri e di cui si sente spesso parlare nelle lezioni di storia». Nel 2007 Johannes Hering è partito con Asf per la città polacca di Łódź, dove ha lavorato con gli ex-prigionieri dei campi di concentramento in un centro di accoglienza per anziani. Johannes ha consegnato i pasti, visitato le persone in casa e dato una mano nelle faccende domestiche o al supermercato. A volte era necessario “solo” passare del tempo in loro compagnia per ascoltarli.

Lea: capire meglio il nazismo

Lea, con lo stesso desiderio, è partita per Lublino, in Polonia, per partecipare ad un progetto che le consente di lavorare per 4 giorni la settimana in una residenza per persone d(www.asf-ev.de)(www.asf-ev.de)isabili e trascorrere un giorno a settimana in compagnia dei sopravvissuti all’Olocausto. «Sembra incredibile ma sono riuscita a comprendere meglio la storia del nazionalsocialismo solo a contatto Miedzy Nami piuttosto che con Pani Ewa. Con Miedzy Nami c’è stato un momento in cui si verificavano spesso degli episodi piuttosto spiacevoli con i giovani della falegnameria, i quali si divertivano a imitare il saluto di Hitler, dicevano cattiverie come “agli ordini!” e si mostravano piuttosto diffidenti quando la invitavo a fare qualcosa. L’iniziativa partiva solitamente da uno dei ragazzi. Gli altri, credo, non erano neppure consapevoli di quello che facevano», racconta Lea.

David: un anno a Gerusalemme

David Moock, che nel 2005 ha trascorso un anno a Gerusalemme dove ha svolto varie attività di volontariato tra cui assistenza in una casa di riposo per anziani e attività di archiviazione, descrive così le sue esperienze: «Aver vissuto da solo per la prima volta in un Paese straniero e essermi confrontato con un’altra cultura e un’altra lingua è stata per me un’esperienza importante e formativa. L’attività nella casa di riposo per anziani mi ha richiesto un impegno e una sensibilità considerevoli, oltre al fatto che vivere in una regione segnata dai conflitti è stata una cosa del tutto insolita per me».