La disciplina urbana, creata dal francese David Belle tra gli anni Ottanta e Novanta, sta crescendo sempre più velocemente: i suoi seguaci balzano su ringhiere e staccionate di molte città europee. Lo scopo del gioco? Muoversi il più velocemente possibile economizzando i movimenti. Immagini prese a Tor Bella Monaca, quartiere di Roma, durante la seconda edizione del raduno nazionale del Parktour.it.
Parkour: passeggiare sui tetti da Parigi a Roma
(©Manolo Cinti/ manolocinti.com)
MULTIMEDIA
Traduzione: Tiziana De Pasquale
12/11/08
Tags : Galleria fotografica, sport.
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Tutte le foto sono di Manolo Cinti e sono state prese a Roma.
(©Manolo Cinti/ manolocinti.com)
Il 35enne fondatore parigino David Belle (non fotografato) cita influenze dalle arti marziali.
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Il nome proviene dalla parola francese ‘parcours’,che letteralmente significa “percorso”. Coloro che lo praticano vengono chiamati ‘traceurs’, coloro che tracciano le linee.
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Sébastien Foucan, un collega di Belle, si è recato a Londra dove ha potuto constatare che a livello internazionale il parkour è visto più come una “corsa libera” che utilizza giri e curve più stilizzate.
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Lo sport è definito dalla sua semplicità e dall’agilità che chiede al corpo umano.
(©Manolo Cinti/ manolocinti.com)
L’agilità è la chiave di tutto: non è soltanto una questione di quanto in alto riesci a saltare da una ringhiera o da un edificio, ma da quanto lo fai in modo pulito, scorrevole fino all’ostacolo successivo.
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Il film francese Yamakasi (2001) è stato uno dei primi a focalizzare l’attenzione su questo fenomeno, mostrando i “tracciatori di line” sui tetti parigini. Nel contempo Foucan ha partecipato alla coreografia del videoclip di Madonna Hung Up (2005) e in film holliwoodiani come Casino Royale (2006).
(©Manolo Cinti/ manolocinti.com)
I tracers si incontrano per mostrare le loro abilità durante gli RT (riunioni dei tracers). È difficile competere in una disciplina che risulta essere tanto libera nello stile.
(©Manolo Cinti/ manolocinti.com)
Il motto non ufficiale del Parktour è «to be and to last» (essere e durare)
De izquierda a derecha, Sébastien Foucan, Daniel Ilabaca y Oleg Vorslav | Manolo Cinti/ www.manolocinti.com
Sébastien Foucan (a sinistra), con l’inglese Daniel Ilibaca (centro) e Oleg Vorslav, estone (destra) durante il Rally Parkour.it a Roma
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