Quando il contadino afghano raccoglie l’oppio non sa qual è il viaggio che aspetta il suo raccolto, e l’europeo che consuma l’eroina forse non ne conosce la provenienza. Entrambi, separati da migliaia di chilometri, sono i protagonisti di un legame che non esisterebbe senza l’intervento della mafia.

Le rotte dell’oppio

Piantagioni di oppio (Dani3D/flickr)Piantagioni di oppio (Dani3D/flickr)L’oppio raggiunge l’Europa attraverso la “rotta dei Balcani” che, dopo aver oltrepassato il Pakistan, l’Iran e la Turchia, si divide in due: a sud verso Grecia, Albania e Italia; a nord, attraverso la Bulgaria, verso Germania e Paesi Bassi. Dalla metà degli anni Novanta l’Asia centrale ha un ruolo fondamentale nel narcotraffico. Per quanto riguarda, invece, la merce che proviene dal Sud America o dal Marocco (che produce il 70% di cannabis mondiale) passa attraverso la Spagna. Uno sguardo su alcuni Paesi europei.

Italia: il quattordici per mille consuma quotidianamente

Secondo la relazione presentata da Carlo Giovanardi, sottosegretario alla vice presidenza del Consiglio (al quale dobbiamo l’equiparazione tra droghe leggere e pesanti), in Italia il consumo non diminuisce. Nel 2007 sono state segnalate 32.413 persone per consumo di droga: il 73% era in possesso di cannabis, il 16% di cocaina e l’8% di eroina. Un terzo degli ingressi in carcere dell’anno scorso dipendono dalle droghe e la maggior parte degli intervistati dichiara di procurarsi le sostanze in discoteca. Il quattordici per mille degli italiani dichiara di consumare quotidianamente cannabis.

Spagna: primo consumatore in Europa

È il primo Paese europeo per quantità di cannabis e cocaina sequestrate. Secondo lo studio annuale elaborato dall’Osservatorio Europeo per le droghe e le tossicodipendenze (Oedt) la Spagna è anche i primo consumatore di droghe in Europa. Secondo l’Onu, nonostante nel 2006 siano state requisite in Spagna 459 tonnellate di cannabis e 50 di cocaina, l’11% degli spagnoli uso consuma cannabis e il 3% cocaina, più del doppio rispetto alla media europea (1,3%). Da febbraio scorso il Ministero della Sanità distribuisce, nelle stazioni di benzina, nei centri commerciali, negli uffici postali e nelle scuole di tutto il Paese una guida che illustra l’uso di queste sostanze. Una recente inchiesta sul consumo di droghe tra gli studenti delle scuole superiori, tra i 14 e i 18 anni, rivela che un minore su tre ha provato cannabis, mentre sei su cento cocaina.

Inghilterra: How High can I get?

Segue la Spagna per consumo di droga. La giornalista Nicky Taylor ha deciso di sensibilizzare la popolazione con metodi poco ortodossi. Si è fatta filmare fumando in un coffee shop di Amsterdam e mentre si faceva iniettare Thc (componente principale della cannabis, ndr). Inoltre si è sottoposta ad un esperimento condotto dall’Istituto di Psichiatria del King’s College di Londra sugli effetti psichici di questa droga. Ha realizzato il documentario How High can I get? (Quanto posso volare alto?) che sarà trasmesso dalla Bbc e che ha suscitato non poche critiche. In Inghilterra sembra che il consumo di cannabis diminuisca, mentre aumenta quello di ecstasy e anfetamine.

Francia: il 30,6% ha fumato cannabis

Il 30,6 % della popolazione francese dichiara di aver fumato uno spinello almeno una volta della vita, secondo solo ai danesi che sono al 36,5%, secondo i dati Oedt. Oltralpe il consumo di droghe è localizzato soprattutto nei quartieri a rischio ai quali sono destinati fondi sociali europei addizionali, proprio per prevenirne il consumo.

Portogallo: decessi da eroina

Dopo cannabis e cocaina, l’eroina è la droga più usata nel Paese e causa la maggior parte di decessi da stupefacente. A Lisbona, più di dieci quartieri vivono in una situazione di degrado, al quale si aggiunge lo spaccio e il consumo di droghe. I dati dell’Istituto della Droga e della Tossicodipendenza rivelano che i tossicomani vengono abbandonati a loro stessi: più di 40.000 non ricevono alcun trattamento, 216 persone ne muoiono ogni anno e i processi per uso di stupefacenti sono più di 6.000.