Ieri un’altra scossa ha toccato la regione cinese di Sichuan, nella parte sud occidentale della Repubblica. Dopo il terribile terremoto del 12 maggio scorso, ora è l’allarme dighe, quasi tutte danneggiate. Ma la crisi sta spingendo il regime ad aprirsi.
Cina: il terremoto rallenta la cinghia del regime?
Il terribile terremoto nella regione di Sichuan ha lasciato migliaia di bambini e anziani senza assistenza (Foto: lille abe/ Flickr)
ATTUALITA'
Traduzione: Francesca Barca
26/05/08
Tags : Cina, catastrofe naturale.
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«Forza Sichuan!», ha scandito lunedì la folla riunita sulla piazza Tienanmen a Pechino, dopo i tre minuti di silenzio per la regione che, il 12 maggio scorso, è stata l’epicentro del sisma che ha scosso la provincia cinese di Sichuan, nel sud-ovest del Paese.
Il 2008, grazie all’organizzazione dei Giochi Olimpici, doveva essere l’anno della gloria per la Cina moderna. Purtroppo, invece, quello che vediamo è un Paese in lutto.
Era anche l’occasione, per il Regime al potere, già criticato dalla comunità internazionale per la situazione in Tibet, di adottare una vera politica di apertura.
(Foto: wang gian 02/12/86/ Flickr)
Libertà di stampa tra le macerie
Le tende per gli sfollati (Foto: Lukas/ Flickr)Le squadre di aiuti internazionali sono state rapidamente accettate sul territorio, sia dalle autorità che dal popolo cinese. I giornalisti, che secondo gli osservatori internazionali hanno beneficiato di una reale libertà, hanno diffuso le immagini di un dramma che ha scosso l’intero Paese. Solo a livello nazionale sono stati raccolti 1.5 miliardi di dollari, di fronte a perdite che si stimano di 80.000 unità, tra morti e dispersi.
Pechino ha lanciato, giovedì scorso, un appello all’aiuto internazionale, per la fornitura di più di 3.3 milioni di tende, destinate ad accogliere i cinque milioni di sopravvissuti al sisma, oggi senza casa.
Le informazioni ufficiali alla tv cinese
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