La regione Aragona ha dato il via alla costruzione del più grande complesso di gioco d’azzardo e divertimento europeo. Polemiche per l’impatto ambientale e voci di corruzione, per un progetto che costerà 170 miliardi di euro.
Gran Scala: in Spagna il casinò più grande d’Europa.
Una Las Vegas in Spagna? (Foto, Christopher Chan/Flickr)
INCHIESTA
Traduzione: gelsomina sampaolo
12/03/08
Tags : Europa del Sud, sviluppo, Spagna, architettura.
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Lo scorso 12 dicembre, sei mesi prima dell’inaugurazione dell’Esposizione di Saragozza 2008, in questa stessa città è stato presentato il progetto Gran Scala. Il presidente della regione Aragona ha firmato un protocollo di collaborazione con il consorzio International Leisure Development (Ild), con sede a Londra, per la costruzione del complesso di gioco d’azzardo e divertimento più grande d’Europa. Dove? A Los Monegros, nella regione di Aragona.
La regione fa parte della strategia di sviluppo locale europeo, e accede, quindi, ai fondi strutturali Ue. «Tra il 2007 ed il 2013 avremo venti progetti leader in Aragona» informa la Red Aragonesa de Desarrollo Rural (Rete Aragonese di Sviluppo Rurale) attraverso il suo sito. Questo modello di sviluppo regionale promosso dall’Ue non sembra troppo in linea con la costruzione di un complesso di divertimenti come quello previsto dal progetto.
Prima di scegliere Los Monegros, la Ild aveva proposto Valence, in Francia, e Dubai come altre possibili sedi. Sono poi state scartate entrambe perché, a detta dei promotori, c’era un «insufficiente interesse mostrato dagli investitori».
Paesaggio desertico a Los Monegros (foto, Estrella Esteve/Flickr)
Un investimento da 170 miliardi di euro
Gran Scala prevede la costruzione di 32 casinò, 70 hotel, 232 ristoranti, 500 attività commerciali, un ippodromo, un campo da golf, parchi di divertimenti e musei. I lavori dovrebbero finire entro il 2015, e creare 65.000 nuovi impieghi. L’investimento è stimato intorno ai 17.000 milioni di euro, il doppio di quello speso in occasione dei Giochi Olimpici di Barcellona nel 1992. Le tasse sul gioco d’azzardo frutteranno 677 milioni di euro alla regione e un miliardo allo Stato.
Vista di Los MOnegros (foto, ImgDos/Flickr)
Il Governo dell’Aragona e le municipalità della zona de Los Monegros hanno applaudito l’iniziativa. Tuttavia la mancanza di informazione su materie decisive come la concreta ubicazione di questo complesso turistico – più di duemila ettari – o il rifornimento di acqua ed energia, hanno acceso il dibattito sulla sostenibilità. Non sono mancati i sospetti di corruzione, a causa dell’eccessivo appoggio dimostrato dall’amministrazione della regione di Aragona verso il progetto. Negli ultimi due mesi sono sorte varie piattaforme cittadine in opposizione al progetto – Stop Gran Scala, Los Monegros No se Venden (gli abitanti di Los Monegros non sono in vendita) e Docentes contra Gran Scala (Docenti contro Gran Scala) – che chiedono maggiore informazione ed una valutazione delle conseguenze socioeconomiche, ambientali e culturali.
La critica più virulenta è quella contro l’amministrazione dell’Aragona colpevole, secondo alcuni, di aver adattato la legislazione in materia di urbanistica alle necessità di Gran Scala.
Gioco d’azzardo e parco giochi?
Non è ancora noto il piano della regione per rifornire di acqua ed energia un complesso che si stima attirerà 25 milioni di turisti ogni anno. I più critici non credono nelle capacità del consorzio Ild di raggiungere i risultati prefissi. «Con un capitale di soltanto 50.000 sterline, dovrà darsi da fare per trovare altri investitori»
Non convince molto nemmeno il mix di giochi per famiglie e per adulti. Un ibrido tra Las Vegas e Orlando?
La Piattaforma Stop Gran Scala ha espresso preoccupazione per «i possibili frequentatori del casinò. Sono note le relazioni tra il crimine organizzato e l’industria del gioco d’azzardo», ci fa notare José Luís Martínez.
Il 6% dell’anidride carbonica spagnola
Da quasi vent’anni si vocifera di una candidatura di Los Monegros a Parco Nazionale, per la presenza della catena dell’Alcubierre e dei fiumi Ebro, Gallego e Cinca, che con i loro bacini formano il complesso idrico più importante d’Europa. Uno dei collettivi che ha più insistito per questa decisione è stato Ecologistas en Acción, fermo oppositore del progetto Gran Scala. Chesús Ferrer, portavoce dell’ Ong in Aragona, denuncia l’incompatibilità del «progetto con le norme europee in materia ambientale. Si incentiverà l’uso del trasporto privato e la costruzione di centrali termiche per soddisfare le necessità energetiche di questa nuova città, il che comporterà un aumento considerevole nelle emissioni di Co2. Se Gran Scala prenderà forma secondo gli obiettivi prestabiliti, stimiamo che le emissioni di Co2 di questa nuova città rappresenteranno il 6% di tutta la Spagna».
Le imprese coinvolte nel progetto Gran Scala
L’International Leisure Development (Ild), il consorzio promotore, è stato costituito il 17 luglio 2007 a Londra. Tra i suoi azionisti conta una dozzina di società con sede a Nicosia, Beirut, Lussemburgo, Barcellona, St. Denis, Nottingham e Bruxelles. A capo del conglomerato c’è Aristocrat Technologies, azienda australiana leader mondiale nel settore delle macchine da gioco.
Alcune delle aziende europee presenti in questo consorzio sono: Casinos Groupe Tranchant
(casinò), Art Build (architettura e costruzione), Ulys (studio legale), Ufa (assicurazioni), Hot Games (macchine da gioco), Havila (investimenti), Europtima (immobiliare), ND Architects (architettura e consulenza), Prodimi (investimenti) y Riera & Carrenas Asociados (consulenza). Ild, l’unica spagnola, ha assicurato ai media locali di aver già stipulato accordi con tre imprese specializzate in parchi tematici, Spyland, Acquantia e SpacePort, e che ci sono negoziazioni in atto con la compagnia leader dell’industria del gioco in Europa: l’austriaca Novomatic, proprietaria del casinò tedesco di Baden Baden.
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