L’arte è politica. Terzo capitolo della nostra serie di ritratti dedicati agli artisti che cercano di resistere alla “Chernobyl culturale” di una Bielorussia asfissiata dal regime di Lukashenko.
Alexandre et Natalia Furman, coreografi politici
Foto
Traduzione: claudia dondi
16/07/07
Tags : Europa non Ue, Minsk, Alexander Lukashenko, danza, Bielorussia,
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Forse le autorità sono infastidite dal fatto che il progetto riguardi la “danza moderna”. Le uniche due compagnie di balletto esistenti sono infatti nazionali ed esclusivamente di danza classica.
La situazione resta, per il momento, inestricabile. Un decreto presidenziale del settembre 2005 non permette di ottenere finanziamenti da parte di sponsor privati per timore che venga finanziata l’opposizione.
Numerose clausole giuridiche scoraggiano ogni tentativo in tal senso. La consigliera culturale dell’Ambasciata di Francia a Minsk, che desiderava supportare la compagnia nascente di Furman mediante l’acquisto dei costumi, si è vista vietare le operazioni bancarie perché l’Ambasciata non è considerata come “residente” in Bielorussia. La soluzione più semplice sarebbe fornire del denaro liquido, ma al giorno d’oggi chi può permetterselo?
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Natalia, la moglie di Alexandre, è d’altronde l’unica donna in tutto il Paese ad aver ricevuto l’incarico di allestire grandi progetti di balletto. Nel 2000 ha curato per l’Accademia di Teatro bielorussa un adattamento di Macbeth, con coreografie e musiche originali. L’evento merita di essere ricordato perché le messe in scene presentate nel Paese hanno in media 15 anni di età. «Il problema – afferma Natalia – è trovare i fondi e i luoghi adatto alla presentazione dei balletti.» In Bielorussia esistono solamente due palchi, che però ospitano in via prioritaria spettacoli già consolidati.
La compagnia gestita da Natalia è composta da artisti indipendenti o da artisti che hanno già lavorato con lei e che sperano di ripetere l’esperienza. Al momento stanno riproponendo il Don Giovanni. Ma all’Opera, per via di alcuni lavori in corso, i posti a sedere disponibili non sono molti, così come lo spazio per gli allenamenti: ballerini professionisti che hanno studiato per anni e anni e fatto parte di prestigiosi balletti stranieri si ritrovano così a provare negli spazi delle scuole elementari al termine delle lezioni.
(Foto di Jef Bonifacino)
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