In Vespa a ParigiIn Vespa a Parigi

Il nuovo presidente Nicolas Sarkozy ha affermato che creerà un Ministero dell’Immigrazione e dell’Identità nazionale. Dal momento che entrerà all’Eliseo solo tra 11 giorni, approfitto di questa sera del 6 maggio per un ultimo giro in Vespa – italianissimo simbolo della nostra identità – per la capitale francese. Prima della “Francia del futuro”, lo slogan del candidato dell’Ump. Questa sera possiamo concederci un po’ di umorismo…

Place de la BastillePlace de la Bastille

Prima tappa, Place de la Bastille dove la polizia risponde con i lacrimogeni al lancio di sampietrini di poche centinaia di estremisti anti-Sarkozy, che scandiscono slogan del tipo «guerra all’Europa poliziesca».

Tra i tavolini del bar La Perle nel MaraisTra i tavolini del bar La Perle nel Marais

Proseguo verso il delizioso quartiere del Marais, dove la gioventù dorata dei cosiddetti bobos (“borghesi-bohème”, ndr) parigini sorseggia mojito senza preoccuparsi delle proteste in corso a poche centinaia di metri.

Traffico bloccato all'imbocco di Place de la ConcordeTraffico bloccato all’imbocco di Place de la Concorde

Arrivo infine a Place de la Concorde dove sono riuniti i sostenitori del nuovo Presidente: «la vittoria ha senso solo se è del Paese intero», sottolinea il candidato dell’Ump (Unione per un Movimento Popolare), forte del suo 53%.

La fontana di Place de la ConcordeLa fontana di Place de la Concorde

Alcuni giovani pro-Sarkozy nella fontana di Place de la Concorde. “Domenica tutto diventa possibile” si legge sulle loro t-shirt bagnate.

Nei pressi della sede del Partito SocialistaNei pressi della sede del Partito Socialista

Finisco il mio giro nei pressi della rue Solferino, sede del Partito Socialista: “Viva la Zapatera!”, si legge ancora su uno striscione. Malgrado la sconfitta, Ségolène Royal – che ha raccolto il 47% dei suffragi – mira a conservare la leadership all’interno del Partito. Il primo test saranno le elezioni legislative del 10 e 17 giugno. Prima, tuttavia, le toccherà resistere al probabile contrattacco di Strauss-Kahn e Fabius, suoi rivali nelle primarie del dicembre 2006. I due pretendenti socialisti, sin da ieri sera, parlavano di «gravissima sconfitta».