Il 6 maggio 2007 Nicolas Sarkozy viene eletto Presidente. Ecco le immagini di una Parigi divisa tra festeggiamenti, delusione e indifferenza.
In Vespa nella Francia di Sarkozy
In Vespa a Parigi
Il nuovo presidente Nicolas Sarkozy ha affermato che creerà un Ministero dell’Immigrazione e dell’Identità nazionale. Dal momento che entrerà all’Eliseo solo tra 11 giorni, approfitto di questa sera del 6 maggio per un ultimo giro in Vespa – italianissimo simbolo della nostra identità – per la capitale francese. Prima della “Francia del futuro”, lo slogan del candidato dell’Ump. Questa sera possiamo concederci un po’ di umorismo…
Place de la Bastille
Prima tappa, Place de la Bastille dove la polizia risponde con i lacrimogeni al lancio di sampietrini di poche centinaia di estremisti anti-Sarkozy, che scandiscono slogan del tipo «guerra all’Europa poliziesca».
Tra i tavolini del bar La Perle nel Marais
Proseguo verso il delizioso quartiere del Marais, dove la gioventù dorata dei cosiddetti bobos (“borghesi-bohème”, ndr) parigini sorseggia mojito senza preoccuparsi delle proteste in corso a poche centinaia di metri.
Traffico bloccato all’imbocco di Place de la Concorde
Arrivo infine a Place de la Concorde dove sono riuniti i sostenitori del nuovo Presidente: «la vittoria ha senso solo se è del Paese intero», sottolinea il candidato dell’Ump (Unione per un Movimento Popolare), forte del suo 53%.
La fontana di Place de la Concorde
Alcuni giovani pro-Sarkozy nella fontana di Place de la Concorde. “Domenica tutto diventa possibile” si legge sulle loro t-shirt bagnate.
Nei pressi della sede del Partito Socialista
Finisco il mio giro nei pressi della rue Solferino, sede del Partito Socialista: “Viva la Zapatera!”, si legge ancora su uno striscione. Malgrado la sconfitta, Ségolène Royal – che ha raccolto il 47% dei suffragi – mira a conservare la leadership all’interno del Partito. Il primo test saranno le elezioni legislative del 10 e 17 giugno. Prima, tuttavia, le toccherà resistere al probabile contrattacco di Strauss-Kahn e Fabius, suoi rivali nelle primarie del dicembre 2006. I due pretendenti socialisti, sin da ieri sera, parlavano di «gravissima sconfitta».
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