Lo sci indoor si tira a lucido. Dopo “Ski Dubai”, nel bel mezzo del deserto degli Emirati Arabi Uniti, le cosiddette “snow hall” si moltiplicano in tutto il Vecchio Continente. Le condizioni di innevamento sempre più incerte e l’allarmante surriscaldamento del pianeta spiegano in parte il successo di queste stazioni sciistiche al coperto. In genere queste strutture sono situate vicino ai grandi centri urbani e restano aperte dodici mesi all’anno, garantendo, inoltre, temperature, innevamento e illuminazione costanti.

Gli inverni sempre più brevi sono certamente una garanzia di successo per i centri sciistici indoor. Ma rappresentano anche l’opportunità per molti di accedere agli sport invernali senza allontanarsi troppo da casa e senza spendere una fortuna.

Neve (bollente) a Dubai

All’ingresso del “Mall of Emirates”, il centro commerciale più importante del Medio Oriente, il termometro sfiora i 40 gradi. Ma basta fare qualche metro più in là per entrare in pieno inverno. Neve, abeti e slittini a perdita d’occhio: benvenuti a “Ski Dubai”, vera e propria stazione sciistica nel deserto. Dopo due anni di lavori, diretti dalla società francese “Transmontage”, e un investimento di 272 milioni di dollari, nel novembre 2005 il personale di “Ski Dubai” ha potuto accogliere i primi visitatori. I numeri? 170.000 biglietti staccati in soli due mesi. Ma non finisce qui. A un anno di distanza circa 3.000 persone al giorno scoprono il piacere dello sci. Secondo Lucas Marchand, gestore dell’impianto, «la clientela è cosmopolita e riflette le caratteristiche del Paese. Il 50% circa dei visitatori vive a Dubai o nel resto degli Emirati Arabi, l’altra metà sono turisti che provengono un po’ da tutto il mondo. Tra di loro, aumentano russi e inglesi».

Se Madrid val bene una sciata

Gli europei, da parte loro, non hanno aspettato l’impianto di Dubai per interessarsi a questa realtà. Il primo impianto sciistico indoor, infatti, è stato aperto nel 1995 a Rucphen (nei Paesi Bassi) e ce ne sono ormai una quindicina in Europa e una ventina nel resto del mondo, da Singapore alla Cina, passando per Madrid.

L’impianto nella capitale della Spagna ha aperto i battenti nella primavera 2003, in un complesso commerciale di 135.000 metri quadri, di proprietà del gruppo Corte Inglés (una catena spagnola di centri commerciali), e propone una pista da sci lunga 250 metri. L’anno prossimo anche la città di Antoing, in Belgio, a soli 7 chilometri dalla frontiera francese, ospiterà “SnowValley”, il più grande centro europeo di sport invernali, per un fatturato di 300 milioni di euro…

Londra, fino a 31 euro all’ora

I Paesi Bassi hanno anticipato questa passione molto prima degli altri. Il Paese, tutto pianura, si è dotato così di cinque centri sciistici in soli 10 anni. L’imprenditore Nicky Broos è stato il primo a tentare la scommessa a Rucphen. Da allora, fino al nuovo impianto di Zoetermeer, i patiti della neve sono più di 300.000 all’anno e spendono più o meno 20 euro all’ora per accedere alle piste e noleggiare l’attrezzatura.

In Gran Bretagna il gruppo Xscape propone diversi centri situati nel cuore delle grandi strutture commerciali: Castleford, Milton Keynes, Brahead (Scozia). Le piste sono grandi (tra i 150 e i 200 metri di dislivello) ma i prezzi sono i più alti d’Europa: da 26 a 31 euro all’ora, senza contare l’affitto del materiale.

Infine, gli impianti indoor pullulano anche in Germania e Danimarca. In Germania due sono i centri in costruzione: a Bispingen e a Wittenburg, che si aggiungono ai tre già esistenti (Senftenberg, Neuss, et Bottrop). Quest’ultimo possiede la pista più lunga dell’Europa (640 metri di dislivello).